sabato 4 luglio 2020

amica stronza...

Venerdì sera è la mia sera di turno come volontaria al baretto.

Sei arrivata al baretto, dopo una cena al ristorante.
Ti sei seduta in mezzo ad altri amici, parlavi molto ma, masticavi le parole.
Non mi è voluto molto per capire che avevi bevuto troppo.
Bevuto, di nuovo.
Mi fa male al cuore vederti così, tu che sei di cuore, tu che sei buona.
Mi abbracci, scoppi a piangere dinanzi a tutti, urli, io ti prendo sotto mano e ti porto fuori.
Continui ad abbracciarmi e io sento l'odore del San Simone che ti sei bevuta, non uno, ma almeno sei, prima di venire qui dentro. E il prosecco, quello lo bevi a pasto.
Non ci possono essere scusanti, io che ti dico in faccia "basta hai bevuto", tu che sei arrabbiata mi dici che non è vero. Litighiamo pure qui fuori, dove nessuno ci sente, tanto cosa dici, non sei tu che lo dici.
Straparli, vuoi denunciare il tuo ex datore di lavoro che dopo un solo mese ti ha lasciato a casa, e chi non l'avrebbe fatto, chi terrebbe attorno a dei macchinari una donna che beve.
Ti disperi che ti devono operare, si ma dove, non puoi dire alla cervicale o al midollo spinale, dire che starai paralizzata, quando non è vero che ti devono operare.
Straparli, lo fai fuori, lo fai dentro. Possibile che la gente non si renda conto che hai bevuto, possibile che non vedano e sentano quello che sento io.
Ti appoggi al tavolino, abbassi la testa, ti addormenti.
Non si può vedere un uomo ubriaco ma, una donna ridotta così è un immagine violenta.
Cavoli sei madre.
Che la vita sia stata dura con te e inconfutabile, prima il divorzio, poi il tumore al seno, la morte della tua cara mamma, poi tutta una serie di lavori che riesci a tenerti nemmeno un mese.
Ma sei madre, di una figlia che ha appena preso novanta alla maturità e che ti ama alla follia.
Lei ora non c'è è in vacanza con le sue amiche e tu perchè ti lasci andare.
Non è la prima volta che passo sotto casa tua per vedere che la macchina sia parcheggiata, perchè tu non possa  guidare in uno stato pietoso e pericoloso.
Hai trovato dei datori di lavoro stronzi, può darsi, ma chiediti perchè ti tengono giusto un mese, chieditelo.
Ci sono tante forme di amicizia, esiste anche questa, la mia, quella che non ti da più da bere e ti porta verso casa.
Dimmi che sono una stronza, dimmelo, urlamelo.
Si sono un amica stronza.
Ma tanto tu domani l'avrai dimenticato.



Ho scritto questo post per cercare un aiuto, so che tu lo leggerai e se vorrai mi denuncerai, ma almeno capirai perchè io ti voglio bene e da bere non te ne do più.

giovedì 2 luglio 2020

Ti prego non mollare....

Alzati, oggi è uno di quei giorni no, sei debole, ti fanno male le gambe.
Sul comodino e sparse sul letto le foto di tuo figlio.
L'ultima cosa che hai fatto ieri sera, prima di chiudere gli occhi, dopo aver pianto dinanzi al suo volto.
Tuo figlio.
Sono quasi due mesi, una data che fa male al cuore, non ti dai pace, non reagisci.
Ti manca, ti chiedi perchè lui e non te.
Tu che sei legata a quella bombola del ossigeno per il 70% della tua giornata, che hai il comodino pieno di farmaci. Lui e non te.
Quanto è cattivo il destino, quanto noi non possiamo modificarlo.
Ogni foto è un tonfo al cuore.
Il tuo grido di aiuto lo scrivi ogni giorno su Facebook, in quelle frasi del tipo "mi manchi angelo mio"
E io le leggo, tutti i giorni, noi le leggiamo, ma a nulla valgono le parole, non c'è conforto per te.
Non si può sopravvivere alla morte di un figlio.
Quanta cattiveria nella gente, che continua a giudicarti, che ti attribuisce le colpe più pesanti, anche quella di non essere stata una buona madre.
Se solo vedessero come sei ridotta, se solo aprissero un po' del loro cuore.
Continui a dirmi che i tuoi giorni sono contati, che non hai più nulla da perdere, che ti basterebbe prendere una pastiglia in più. Io continuo a dirti di non farlo.
Non ti dai pace, sfiori quelle foto con delicatezza, indossi la sua ultima felpa anche se fa caldo.
Ascolti la sua musica con le finestre aperte, ai tuoi vicini di casa da fastidio, si lamentano. Cavolo come fanno a non capire.
Come fanno a non pensare che Lui aveva sempre le cuffie nelle orecchie quando camminava per la strada e ascoltava quelle canzoni.
La musica è l'unica cosa che ti fa compagnia, mentre noi siamo a lavorare e non possiamo essere li da te, come nemmeno i tuoi fratelli.
Eppure tutti i giorni quei vicini telefonano a noi, ai tuoi fratelli, in Comune per lamentarsi.
Io non capisco come un essere umano, un altra madre poi, non possa comprendere certi gesti.
Continui a non mangiare, sei un cumulo di ossa, sul tavolo qualche merendina, le assaggi sbriciolandole .
I tuoi fratelli ti hanno fatto la spesa, il frigo è pieno, non basta tu non mangi.
I vicini urlano che sei da curare, che sei da portare in qualche reparto...ovunque ma non li tra loro.
Ma come si fa a ricoverare una donna che non vuole andarci in Ospedale?
Non mollare ti prego,non mollare, te lo dico ogni volta, te lo diciamo ogni volta.
Valeria

mercoledì 1 luglio 2020

cosa è per me il primo luglio...

Sapete cosa vuol dire non riuscire più a parlare e non solo per un momento, ma per intere settimane che poi diventano mesi. Fino a quando una serie di pastiglie ti aiutano a ritornare alla normalità.
E' quello che è accaduto a me ben dieci anni fa.
Dopo un grave evento le parole non uscivano più.
Balbettavo fortemente, non mi capivano più mio marito, i miei figli, la mia famiglia e tanto meno i miei clienti.
Mesi interi trascorsi su un divano, sia di giorno che di notte, senza avere la forza fisica di scendere da quel divano nemmeno per andare in bagno.
Mesi dove non riuscivo più a prendermi cura di me stessa e dei miei adorati figli, che a pranzo e a cena andavano avanti a toast.
Mesi dove piangevo tutte le volte che volevo parlare, mesi dove medici e specialisti mi hanno rivoltato come un calzino.
E ancora oggi, stamattina stessa, ho preso le mie pastiglie, per venire nel mio amato negozio, per parlare con i clienti.
Forse non è bello festeggiare una rinascita, forse non si deve fare, non è senz'altro come festeggiare un compleanno o un anniversario.
Ma oggi mi andava di farlo, oggi è il primo luglio.
E questa rinascita la devo a chi mi ha saputo raccogliere quando ero solo un mucchietto di cocci, a chi non mi ha abbandonato.
Non sto a raccontarmi come mi sentivo dentro, questo chi mi legge da un po' lo sa già.
Ma voglio gioire per avercela fatta.
E se la mia vita dipende da delle pastiglie, negli anni il mio corpo e me stessa a saputo accettarlo.
Un bacio a tutti voi  e anche se lontani, stasera ovunque sarete fate un brindisi con me alla mia rinascita. Grazie


martedì 30 giugno 2020

Sorriso...

Al mondo ci sono tante persone, tante ne incontro ogni giorno ma, una cosa mi apre sempre il cuore...un bel sorriso.
Tu quel sorriso me lo regali anche attraverso lo scherma di un computer, un sorriso talmente bello che mi ha emozionato, lasciando che quelle lacrime mi solcassero il viso.
Tu che vivi ogni giorno su quella sedia a rotelle, che questi mesi sono stai per te difficilissimi, lontano da tutti, dal Centro Diurno, da quel mondo che ti accompagna nella quotidianità.
Ma, nonostante tutto, nonostante i tuoi problemi di salute, mi hai visto e mi hai sorriso.
Vorrei farlo vedere a tutti il tuo sorriso, vorrei lo vedessero i miei figli e ogni lettore di questo mio piccolo mondo virtuale.
Perchè io sono fortunata, io ti ho conosciuta.

sabato 27 giugno 2020

sei la piccola stella...

Ne sono passati di anni da quando non prendevo più in braccio un neonato.
Quasi, quasi avevo dimenticato quel buon profumo che sa la loro pelle.
Mi sono seduta, ti ho preso dolcemente con le mani, ti ho appoggiato sulle braccia, mi hai sorriso.
Che bello il tuo sorriso, contornato da quelle guance grandi e morbide.
Quella boccuccia a forma di cuore.
E che dire di quelle braccine cicciotelle e quei piedini minuscoli con dei calzini troppo grandi.
Che meraviglia la vita, riesce a costruire dei piccoli capolavori.
Ogni settimana che passa impari qualcosa di nuovo.
Afferri gli oggetti per sentirne la forma, segui con lo sguardo la voce della tua mamma e del tuo papà, giri gli occhi per cercare il loro viso.
Sei un piccolo spettacolo.
Ti vizieremo, si tanto, sei la piccola stella che è arrivata nella nostra famiglia.


venerdì 26 giugno 2020

al di la del Oceano...

Ci sono una parte delle mie radici che vivono al aldilà del Oceano, almeno c'erano fino a ieri, quando si è spento quel piccolo tassello che mi univa a loro.
Di te rimarrà impressa nella mia mente quella risata contagiosa, che fin da ragazzina riconoscevo subito persino in una stanza al buio.
Un pezzo delle mie radici, in una terra così lontana per me, per la nostra famiglia, da non riuscire a varcare quel Oceano che ci separava.
Non per voi che di visite nella vostra amata Italia, negli anni, ne avete fatte tante.
Non restano che quelle foto e i filmini per ricordarci le persone semplici che eravate.
Anche se a distanza, la notizia della vostra morte rattrista il cuore.
L'Argentina ormai rimarrà un sogno nel cuore di tutti noi.
Buon viaggio Enrique e Rosetta, ora potrete sorridere con nonna e nonno, come in quel video che conservo con tanto affetto.



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